LA BAND

Per chi ancora non ci conoscesse, questi siamo noi. Non solo una band di musicisti ma anche e soprattutto un gruppo di amici, con tutti i pregi e i difetti che questo comporta. Non abbiamo la pretesa di raggiungere obiettivi lontani anni luce, non vogliamo incidere dischi di platino né suonare in uno stadio gremito di fans: ci basta la gioia di regalare a chi ci ascolta una serata di puro divertimento, come quello che proviamo noi quando le nostre note musicali si incontrano nell’aria e cominciano a danzare al ritmo del Blues, del Soul e del Rhythm’n’Blues.

 

 

PIER PAOLO (voce e chitarra)

Nessuno ha ancora capito se si diverta di più a cantare o a suonare la chitarra: l’unico fatto certo è che Pier Paolo non rimane mai senza niente da fare. Madre Natura gli ha donato una bella voce e Papà Vincenzo una bella chitarra, e lui cerca di sfruttarle entrambe il più possibile privilegiando però la parte vocale, sua vera vocazione innata. È l’unico chitarrista con il quale Tore riesce ad andare perfettamente d’accordo, tant’è vero che più di una volta ci siamo chiesti se non siano collegati telepaticamente. Questo è il secondo gruppo che Pier Paolo condivide con Tore e Mattia, coi quali ha iniziato molti anni fa la sua carriera di bluesman, e insieme al batterista Marco è approdato ai B Sharp dopo lo scioglimento della MIP Band, con la quale ha per anni calcato numerosi palcoscenici di Torino e provincia. La sua chitarra è una splendida Gibson Les Paul Standard che pesa più dell'amplificatore Marshall al quale è collegata.

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TORE (chitarra e voce)

Dopo aver lasciato la natìa Sardegna, Tore approda al Politecnico di Torino dove incontra Pier Paolo, Mattia e Marco coi quali condivide i terribili anni che lo separano dalla sudata laurea. Per alleviare le sofferenze causate dagli studi universitari e dalla coabitazione con due ragazze sempre in combutta tra loro, il nostro eroe si butta a capofitto nella professione di musicista, conquistandosi il titolo di “Eminenza Grigia del Blues” e diventando uno dei padri fondatori dei B Sharp. La sua carriera, iniziata ai tempi delle superiori con la partecipazione a numerosi festival scolastici e paesani, si snoda attraverso i generi musicali più disparati, con entusiasmanti performance dal vivo che spesso lo vedono impegnato anche come cantante: le sue interpretazioni di brani come "Jailhouse Rock" e "Tutti Frutti" sono ormai leggenda e hanno contribuito a rivelare l'anima rockettara di Tore, che suona una Fender Stratocaster americana più vecchia di lui e una Squier costruita all’età di sei anni con le proprie mani usando il legno di una quercia abbattuta dal fulmine che uccise il suo criceto. Così almeno racconta la leggenda…

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ELISA (voce)

Dopo aver ricevuto alcuni inviti ad assistere ad uno dei nostri concerti, senza però mai presentarsi fra il pubblico, Elisa viene coinvolta nelle attività della band nell'autunno del 2004, quando il gruppo decide di includere un trio di coriste fra le sue fila. Nota per i suoi studi di canto jazz presso l'Istituto Musicale della città di Rivoli, vera fucina di giovani talenti, viene arruolata praticamente a scatola chiusa ma l'intuizione su di lei si rivela esatta: Elisa dimostra da subito una grande passione per il blues, che esprime attraverso una voce calda e misurata e una cura quasi maniacale dei dettagli. Non a caso i brani solisti del repertorio di Elisa richiedono una notevole tecnica vocale. La sua leggendaria puntualità in sala prove consente alla band di dedicare i primi dieci minuti di ogni sessione alla sperimentazione di brani strumentali, in attesa che la formazione sia al completo.

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PAOLA (voce)

Arriva anche lei nel gruppo a settembre del 2004, nell'ultima sessione di prove prima del concerto che ha visto debuttare la nuova formazione. Ad arruolarla - come per le altre due coriste - è Mattia, amico d'infanzia e pianista di fiducia di Paola fin dai loro esordi, nel lontano 1990. La sua voce, morbida nei cori ma grintosa quando serve, spicca per la notevole potenza, ben addomesticata dalla grande esperienza che Paola ha sia nel canto corale, sia in quello solista. Il suo carattere sempre allegro e gentile fa di lei una presenza rassicurante ogni volta che si crea un po' di tensione all'interno del gruppo, ma anche lei ha un difetto: appena trova qualcuno con cui parlare di diete, non smette finché non ha descritto nei minimi dettagli tutte quelle che conosce, dalla semplice dieta del minestrone a quelle più complicate. A guardarla, i casi sono due: o funzionano, o lei non ne ha mai avuto bisogno.

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FIORENZA (voce)

Dopo un anno passato in nove, la formazione dei B Sharp nel settembre 2006 torna a contare dieci elementi con l'arrivo di Fiorenza, per dare supporto ai cori specialmente quando Paola o Elisa sono impegnate in un brano solista. Nonostante la giovanissima età, Fiorenza dimostra già una notevole maturità vocale, forse grazie alla passione smisurata per la musica che la accompagna fin da bambina. Il suo arrivo nel gruppo sembra quasi essere stato preannunciato da un segno del destino: la sera in cui ha assistito per la prima volta a un nostro concerto era vestita esattamente come Paola ed Elisa, come se fosse già pronta ad affiancarle sul palco. La settimana dopo era con noi in sala prove, e dopo un paio di mesi la premonizione si realizzava, sul palco della Divina Commedia.

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GABRIELLA (sax contralto)

Dopo oltre dieci anni passati a suonare il sax nella banda di Caselette, Gabriella viene coinvolta dal bassista Davide nelle attività dei B Sharp: fin dalla prima sessione di prove il gruppo si rende conto di aver acquisito un elemento di fondamentale importanza. Contemporaneamente, Marco si rende conto che da lì in poi non potrà più permettersi di improvvisare gli arrangiamenti per conto suo, e Mattia si rende conto che toccherà a lui fare in modo che i due fiati suonino delle parti coerenti fra loro. La mole di lavoro aggiuntivo, tuttavia, è minore del previsto: Gabriella acquisisce molto rapidamente il giusto feeling con il resto della band, rivelandosi un complemento ideale al sax tenore di Marco. Peccato solo che le sue partiture debbano essere scritte in una chiave che serve solo a lei: ad esempio, se vogliamo farle suonare un la dobbiamo scriverle un fa diesis, per la gioia di Mattia che ormai ha i crampi alle mani a forza di scrivere musica.

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MARCO (sax tenore)

Dopo essersi affermato come bassista e chitarrista, Marco abbandona le scene per dedicarsi alla costruzione di amplificatori a valvole, attività che gli permette di sviluppare ulteriormente l’orecchio musicale. Ben presto, però, il desiderio di tornare a suonare prende il sopravvento: in un impeto di follia acquista via internet il suo primo sassofono, che impara a padroneggiare in brevissimo tempo. A quel punto si accorge che il sax è un bello strumento, ma per dare le vere soddisfazioni deve essere suonato in una band. In una afosa serata di Luglio, al tavolino di un noto locale del quadrilatero romano, Marco e il tastierista Mattia gettano le basi per la fondazione dei B Sharp. L’esperienza di Marco nel campo dell’elettronica per alta fedeltà ha fatto di lui l’indiscusso tecnico audio della band: buona parte dell’attrezzatura del gruppo è stata progettata e costruita, o quanto meno modificata, dalle esperte mani del nostro sassofonista. Dalla sua sconfinata collezione di cd attinge continuamente idee nuove per il repertorio: peccato che quasi sempre si tratti di pezzi che all’inizio sembrano facili, ma poi scopriamo che per farli rendere bene ci tocca provarli per giorni e giorni…

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PAOLO (tromba)

Incontrato quasi per caso durante una jam session nello stesso locale in cui meno di due mesi dopo sarebbe avvenuto il suo debutto coi B Sharp, Paolo ha dimostrato da subito una straordinaria capacità di improvvisazione, unita ad una tecnica davvero notevole nonostante la sua giovane età. Fin dalla prima sessione in sala prove ha dimostrato di non farsi spaventare dalle sfide difficili: in poche settimane ha saputo allinearsi alla perfezione col repertorio della band, e ha esordito su un palco che per molti musicisti rappresenta un punto di arrivo, non di partenza. Come ogni bluesman che si rispetti, preferisce "sentire" la musica dentro di sé piuttosto che leggerla su uno spartito, con grande sollievo di chi altrimenti avrebbe dovuto riscrivere tutti gli arrangiamenti. Nonostante il suo carattere schivo e tranquillo, quando parte con un assolo scatena una forza tale che fermarlo diventa un'impresa...

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DAVIDE (basso)

Per nulla scaramantico, almeno a giudicare dal fatto che sale sul palcoscenico con un cavo viola attaccato al suo basso, Davide ha un talento non comune nel capire al volo qual è il miglior modo di accompagnare ciascun brano. L’intesa con il batterista Marco, col quale suonava già prima dell’arrivo nei B Sharp, è praticamente perfetta: bastano pochi cenni per far sì che la sezione ritmica diventi una solida base d’appoggio per il resto della band. Il suo unico difetto è che non si ricorda mai i titoli dei pezzi, per cui se ne esce con frasi del tipo “nell’assolo di quella dei Blues Brothers…” dimenticandosi che noi, di canzoni suonate dai Blues Brothers, ne abbiamo in repertorio una decina. Riesce a suonare in qualsiasi posizione, ma per essere davvero a suo agio deve sedersi per terra: segno che in realtà avrebbe voluto affermarsi come chitarrista da spiaggia. Temiamo che un giorno possa chiederci di accendere un falò in mezzo alla sala prove… Davide suona un basso Yamaha RBX-1000 a quattro corde.

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MARCO (batteria)

L’esperienza di Marco come batterista è costruita sulle solide basi del Jazz, al quale si è dedicato per molti anni prima di scoprire, insieme a Pier Paolo, la passione per il Blues. A differenza della maggior parte dei batteristi, che suonando si dimenano come dei forsennati, Marco è una statua di marmo: talvolta ci chiediamo se non stia picchiando cassa, rullante e piatti con la sola forza del pensiero. In sala prove dimostra una professionalità straordinaria, almeno fino a quando non sbaglia una rullata: in quel caso (fortunatamente raro) scatta un’imprecazione che soverchia il suono di tutti gli strumenti messi insieme, costringendoci a fermare tutto e riprendere il brano dall’inizio. Volontario in Croce Verde assieme a Pier Paolo, una volta si è presentato a un concerto con ancora addosso la tuta arancione fosforescente, cambiandosi d’abito cinque secondi netti prima di salire sul palco: un giorno o l’altro lo vedremo arrivare direttamente con l’ambulanza. Marco scarica le sue forze su un drumkit Tama.

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MATTIA (tastiere)

Un uomo che passa la sua vita a pigiare tasti: dalla tastiera del computer a quella del pianoforte passando per l’organo liturgico, si narra che abbia cercato perfino di suonare la pulsantiera dell’ascensore di casa sua, rimanendovi intrappolato dentro per alcune ore. La sua propensione a cacciarsi in grane più grosse di lui lo ha portato ad assumere il ruolo di arrangiatore dei fiati, attività che gli impegna lunghi pomeriggi domenicali insieme a Marco e Gabriella per cercare di far quadrare l’accompagnamento dei sax con il resto della band. Ogni volta che si sposta deve trascinarsi dietro strumenti pari a due volte il suo peso: per questo invidia Gabriella, con il suo piccolo e leggero sax contralto, anche se alla fine sarebbe disposto a portarsi dietro persino i centoventi chili di un organo Hammond pur di avere “proprio quel suono alla Deep Purple” che gli piace tanto. Spesso quando suona si dimentica di sorridere, per cui nessuno si accorge che in realtà si sta divertendo come un matto. Co-fondatore dei B Sharp, Mattia pigia tasti Roland e Korg.

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FLOYD (mascotte)

Inizia la sua carriera all’età di soli cinque anni, come mascotte degli allora esordienti Pink Floyd, che da lui hanno tratto il nome. Il crescente successo di Gilmour e soci, però, porta il gruppo a disfarsi ben presto del simpatico suino per assumerne uno gonfiabile, di proporzioni ben più gigantesche. Il povero Floyd inizia a vagare da una band all’altra, rischiando anche la vita durante una tournée con Ozzy Osbourne quando il satanico cantante, accorgendosi di aver esaurito i pipistrelli, tenta di staccargli la testa con un morso. Scampato a tale orribile morte in circostanze tuttora misteriose, Floyd abbandona le scene per alcuni anni, andando a lavorare come garzone in una salumeria. Per sopraffare l’orrore della vista di tanti suoi simili ridotti a gustosi insaccati, Floyd cade ben presto nel vizio dell’alcool dal quale riesce a liberarsi solo grazie all’aiuto dell’amico Tore, che lo prende con sé e lo riporta su un palcoscenico assieme ai B Sharp. Oggi Floyd è completamente ristabilito, e oltre a seguire la band in ogni suo concerto, presta servizio di volontariato insieme allo scimpanzè Bubbles (ex compagno di Michael Jackson) in una comunità di recupero per animali di spettacolo caduti in disgrazia.

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FORMER MEMBERS

Come accade per ogni gruppo, anche la formazione dei B Sharp ha subìto dei mutamenti nel corso della sua storia: in queste poche righe vorremmo ricordare (e ringraziare) tutti coloro che sono stati, anche se alcuni per breve tempo, membri della nostra band: Stefano (batteria), Matteo (basso), Giovanna (voce), Flavia (voce), Tamara (voce), e le meteore Marina (voce), Simona (sax soprano), Manzo (tromba) e Dario (voce).

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